All’alba, il telefono squilla.
«Buongiorno, signore? Sono Ernesto, il custode della sua casa in campagna.»
«Ah, sì, Ernesto. Cosa posso fare per lei? C’è qualche problema?»
«Ehm, la chiamo solo per informarla, signore, che il suo pappagallo è morto.»
«Il mio pappagallo? Morto? Proprio quello che ha vinto il concorso internazionale?»
«Sì, proprio quello.»
«Accidenti! Che peccato! Ho speso una piccola fortuna per quell’uccello. Di cosa è morto?»
«Ha mangiato carne avariata.»
«Carne marcia? Ma chi diavolo gli ha dato della carne marcia?»
«Nessuno, signore. Ha mangiato la carne di
uno dei cavalli morti.»
«Un cavallo morto? Quale cavallo morto?»







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